Cane tenuto in una gabbia avvolta interamente in una coperta: legittimo parlare di maltrattamenti

Secondo i giudici, ci si trova di fronte ad una detenzione di animale con modalità tali da arrecargli gravi sofferenze

Cane tenuto in una gabbia avvolta interamente in una coperta: legittimo parlare di maltrattamenti

Cane tenuto all’interno di una gabbia interamente avvolta in una coperta e, quindi, privato di luce ed aria. Sacrosanto parlare di maltrattamenti di animali, sanciscono i giudici (sentenza numero 22426 del 17 giugno 2026 della Cassazione), a chiusura del processo relativo ad un episodio verificatosi quasi quindici anni fa in quel di Grosseto.
A finire sotto processo è un uomo, accusato di avere detenuto un cane – di razza Jack Russell – in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze. In particolare, si è appurato, grazie al resoconto fornito dai carabinieri forestali, che il quadrupede veniva tenuto all’interno di una gabbia, interamente avvolta in una coperta e posta sopra un frigorifero.
Per il giudice del Tribunale non ci sono dubbi sulla colpevolezza dell’uomo. E questa visione viene condivisa anche dai magistrati di Cassazione, poiché le condizioni di detenzione dell’animale erano palesemente incompatibili con la sua natura e produttive di sofferenze, tenuto conto che l’animale era ristretto in una gabbia priva di luce e aria.
Decisivo il richiamo al principio secondo cui il reato di maltrattamento di animali è integrato dalla detenzione degli animali con modalità tali da arrecare gravi sofferenze, incompatibili con la loro natura, avuto riguardo, per le specie più note, al patrimonio di comune esperienza e conoscenza e, per le altre, alle acquisizioni delle scienze naturali, per cui non è necessario l’accertamento di lesioni.
Analizzando la specifica vicenda, i magistrati di Cassazione considerano un dato acquisito che un cane (a qualunque razza appartenga) necessiti di aria, luce, acqua e di movimento all’aperto e di potersi muovere anche nel luogo di custodia. Tutto ciò è risultato precluso, dalle condizioni accertate dai carabinieri forestali, al cane in possesso dell’uomo.

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